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PAULINA E L'ACQUA DELLA VITA

Interviste

Michaela Šebőková Vannini presenta:

PAULINA E L´ACQUA DELLA VITA

intervista di Silvia Pattarini di Gli scrittori della porta accanto

12 novembre 2021

L'autrice racconta

 

Michaela Šebőková Vannini benvenuta sul blog Gli scrittori della porta accanto. Ci racconti come è nato il progetto, l’idea di questo bel libro, Paulina e l’Acqua della Vita? Quanto tempo hai impiegato a realizzarlo ?

Buongiorno Silvia, grazie per quest’intervista e per l’ospitalità sul vostro web.
La storia di Paulina e delle sue avventure è nata nel lontano 2011 per essere letta ai miei nipotini italiani. Volevo proporgli un racconto diverso dal solito, basato sul ricordo di fiabe che avevo letto da piccola.
Prima di scrivere la fiaba mi sono immaginata i singoli personaggi, le loro caratteristiche e le singole scene e le battute. Solo quando mi è sembrato che la testa non potesse più reggere tutte queste informazioni, mi sono messa a scrivere. Per la stesura stessa ho impegnato un paio di mesi. Dopo aver finito mi sono resa conto di aver scritto una fiaba piuttosto lunga. Ai bambini era piaciuta, forse valeva la pena di provare a farla pubblicare? Ma forse non era il momento giusto oppure non avevo interpellato la casa editrice giusta. E la storia di Paulina e dei suoi amici è rimasta nel cassetto per ben dieci anni.
 

La copertina è meravigliosa, di grande impatto visivo. Quelle grandi ali richiamano un po’ la mitologia: di che animale si tratta e qual è il suo ruolo nella storia?

Visto che la fiaba è nata per essere letta ai bambini piccoli, quest’illustrazione aiuta i piccini a immaginarsi meglio i personaggi. Sulla copertina vediamo la protagonista, Paulina, in groppa ad Aeternus, l’essere alato, come li ideò l’illustratrice Laura Rigo. Laura ha realizzato questa stupenda illustrazione nel 2012 dopo aver letto la mia fiaba. Aeternus è una creatura di fantasia che ho inventato appositamente per questo racconto. Fa parte della squadra di guardiani della Fonte dell’Acqua della Vita e nella fiaba ha un compito ben preciso: quello di sottoporre alle prove gli esseri umani che vogliono raggiungere la Fonte Miracolosa. Perché per ricevere dell’Acqua della Vita bisogna prima meritarsela.
 

Paulina nel suo viaggio alla ricerca della Fonte dell’Acqua della Vita, incontrerà sul suo cammino altri animali che oltre a fungere da aiutanti nascondono delle sorprese. Ti sei ispirata a qualche leggenda popolare o a qualche tradizione folcloristica?

Gli animali guida sono tipici per le fiabe popolari dell’Europa Centrale.
Generalmente in una fiaba c’è un unico animale guida che accompagna l’eroe e lo aiuta a superare (talvolta grazie alla magia) le distanze immense o gli ostacoli.
A volte invece ci sono tre animali di cui ognuno vive in un elemento diverso. Durante il suo cammino il protagonista (quasi sempre un maschio) di buon cuore gli salva la vita e, in una fase successiva, questi animali vengono ad aiutarlo a superare le singole prove.
In questa fiaba ci sono – oltre alla gallina Matilde – tre animali guida che rappresentato i tre elementi della natura: terra, acqua e aria, come nelle fiabe popolari. Ognuno di loro accompagna Paulina per un pezzo di strada. A differenza da fiabe popolari, dove gli animali si limitano a dire “grazie” oppure “ti ci porto io”, gli animali che troviamo in Paulina e l’Acqua della Vita sono molto loquaci. Ognuno di loro ha un proprio carattere, un proprio comportamento e modo di parlare che li rende unici. Non sono solamente animali guida o simboli: diventano gli amici fidati della bambina.
C’è una linea invisibile ma ben distinta tra il conosciuto e lo sconosciuto. A casa c’è Matilde, un’ordinaria gallina che Paulina conosce bene: un animale da cortile che a prima vista non ha niente di strano e tanto meno misterioso o spaventoso. Invece là fuori, nelle terre lontane, ci sono animali strani ed esotici che la bambina non aveva mai incontrato né sentito nominare, tanto che talvolta li interpella con dei nomi sbagliati.

 

 

I luoghi del libro: dov’è ambientato?

La storia inizia in un Paese tranquillo che non conosce le guerre, e precisamente in «una malandata casupola di legno, nascosta dietro tre oceani profondi, cinque paludi piene di zanzare e sette montagne di vetro» dove abita Paulina. Il viaggio della bambina verso la Fonte dell’Acqua della Vita la porta ad attraversare le colline e un grande lago, la vasta e arida savana e poi le altissime Montagne che Toccano il Cielo, prima di arrivare alla Fonte Miracolosa.

 

Ci racconti qualcosa di più di Paulina e l'acqua della vita? Cosa devono aspettarsi i lettori?

La fiaba è divisa in nove capitoli che prendono il nome dei singoli protagonisti. Per aiutare Paulina nel suo cammino, alla fine di ogni capitolo i lettori trovano un labirinto da risolvere. I labirinti hanno un ruolo fondamentale: trasportano direttamente nel viaggio, incuriosiscono, rafforzano il dubbio e la paura dell’ignoto e il loro superamento dà coraggio per avanzare. Sono molto simili uno all’altro ed essendo ripetitivi creano una spirale quasi ossessiva che rispecchia il Viaggio di Paulina e coinvolge il lettore in prima persona: ce la faremo a superare le difficoltà? A trovare una soluzione?
Invece i bambini più piccoli possono essere invitati a disegnare il personaggio di cui parla il capitolo letto.

 

Un libro destinato a giovani lettori ma non solo, è una bella fiaba anche per gli adulti e affronta temi importanti, come amicizia, solidarietà, forza d’animo. C’è, quindi, un messaggio nascosto tra le righe...

Penso che ciò che distingue questa fiaba sia il vivo desiderio della protagonista di sentire la pietà e di aiutare gli altri, persone o animali che siano, la profonda empatia che la porta a una proattività nel risolvere le difficoltà o necessità altrui, con un altruismo che va ben oltre quello quotidiano. Paulina è un’eroina semplice, gentile, profondamente umana.
Un altro messaggio è il tema della cura, codificato nel significato dell’Acqua della Vita stessa, conosciuta nel folclore dell’Europa Centrale e dei paesi slavi. Si tratta di un’acqua miracolosa fiabesca che guarisce tutte le malattie e fa rivivere i morti. Troviamo le fiabe con questo titolo sia nelle raccolte di fiabe popolari ceche del folclorista Karel Jaromír Erben, che in quelle slovacche raccolte dall’etnografo Pavol Dobšinský, ma anche nella fiaba L’Acqua della Vita dei tedeschi fratelli Grimm.
Le fiabe con questo oggetto riflettono l’eterno desiderio di trovare un rimedio capace di guarire ogni male, un desiderio molto reale e certo non esclusivo del mondo fiabesco! Nella vita reale odierna potremmo immaginarci come panacea, al posto dell’Acqua della Vita, un antibiotico o un antivirale. La ricerca che si nasconde dietro ogni singolo medicinale – lo sappiamo ormai bene in quest’era del Covid – è un processo complesso, lungo, e senza un risultato garantito. Come la ricerca dell’Acqua della Vita, appunto. Ci sono delle prove difficili da superare, e le supera solo chi si apre ad ascoltare e ad aiutare gli altri. La collettività unita è quello che fa la differenza e che permette di raggiungere gli obbiettivi che portano dei benefici a tutti i singoli membri.
 

Ogni autore nel proprio scritto lascia sempre qualche piccola traccia di se stesso. Paulina e l’Acqua della Vita è un’opera di pura fantasia, è vero, ma il carattere di qualche personaggio rivela qualche tratto autobiografico?

Penso che ci sia un pezzetto di me in ogni personaggio. Sono una persona tenace e difficilmente mollo, come Paulina. Come lei sono attenta ai dettagli e un po’ dura a capire le battute e gli scherzi (ma ora che sono ritornata a vivere in Toscana mi sto allenando!). Alcuni animali guida sono bisbetici e permalosi un po’ come me nei giorni più bui e uggiosi, o spiritosi e poetici come mi sento io quando c’è il sole.
 

C’è una morale in Paulina e l'acqua della vita?

La morale di questa fiaba è uno schema magico, a labirinto, appunto: non si sa mai dove si va a finire. Ciò nonostante Paulina non si chiude, non si scoraggia. Osa, avanza, e soprattutto si affida allo sconosciuto. Il segreto della fiaba è il cerchio magico di aprirsi: di non avere paura, di non temere l’altro, e infine donare a piene mani, non tenere nulla per sé.

 

Michaela Šebőková Vannini ha progetti per il futuro?

Mi piacerebbe dirti qualcosa di concreto, avere sul tavolo un progetto in fase già avanzata o prossimo alla pubblicazione, ma non è così. Ho tantissimi progetti di svariati generi proprio come sono varie le mie opere o le traduzioni già pubblicate. Non sono sicura quale alla fine prenderà il sopravvento: non soltanto sono in balia dei miei personaggi (che nelle mie immagini sono già molto attivi e ognuno vorrebbe avere la precedenza), in aggiunta mi sento chiamata in causa sia dalle mie radici che dalla mia nuova patria, non parlando del mondo delle fiabe e quello dei libri di testo! Visto che il mondo fiabesco ha appena avuto un contributo con la storia di Paulina, e alla Slovacchia era dedicato il mio romanzo d’esordio Dal diario di una piccola comunista, uscito proprio un anno fa in nuova veste e con tanti nuovi contenuti, credo che il prossimo libro dovrà giustamente essere ambientato in Italia: sto gettando le fondamenta sia di un romanzo basato su una storia realmente accaduta negli anni Novanta, sia di un libro di racconti che vedono come protagonista tutto un paesino toscano negli anni Cinquanta.
 

Ringraziamo Michaela Šebőková Vannini per essere stata con noi e in bocca al lupo per Paulina e l'acqua della vita, che vi consiglio di leggere coi vostri ragazzi, e per i tuoi progetti futuri!

Ti ringrazio Silvia. E grazie ancora ai responsabili della Collana Gli scrittori della porta accanto per aver fatto una vera magia: sono riusciti a spezzare l’incantesimo e a svegliare i protagonisti di questa fiaba dopo lunghi dieci anni di sonno, permettendogli così di tornare a raccontare la storia di Paulina e l’Acqua della Vita ai bambini.

L'angolo di Michaela sul quotidiano Buongiorno Slovacchia
Scopri il bellissimo libro di fiabe tradotto da Michaela
Vuoi sapere di più della fiaba "Paulina e l'Acqua della Vita"?
Leggi la poesia "Salendo al Duomo (in una mattina d'estate)"
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