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La Donna in Cammino

                    Io sono La Donna In Cammino. I miei occhi non si sorprendono più, ho visto già tutto, più di una volta. Nelle mie vene scorrono i ricordi di centinaia di migrazioni in migliaia di anni. Ci mettevamo in cammino per scappare dalla fame, dalle epidemie, dalle guerre. Dalle guerre, dalle epidemie, e dalla fame. La terra promessa a volte ci accoglieva e a volte ci faceva rimpiangere la nostra povera vita di prima. Le mie antenate sono sopravvissute a centinaia di migrazioni in migliaia di anni, portando i figli sul petto, per mano, sulla schiena e nel grembo. I miei occhi non si sorprendono più, ma il cuore sanguina. Sopporto la fame, la sete, il caldo, il freddo, l’umiliazione, il dolore; non perdo mai la speranza. Durante il cammino nutro i miei figli con quello che trovo: un pezzo di pane offerto, qualche volta un po’ di minestra calda, una manciata di cereali. Oggi abbiamo raccolto delle mele selvatiche e delle noci. Siamo fortunati perché le notti sono calde e possiamo dormire dove capita, anche per terra. E quando nei campi non ci sarà più niente e gli alberi saranno spogli, e i miei figli patiranno la fame e il freddo, se serve io ancora di più mi umilierò, se serve io mi prostituirò per procurargli del cibo e un posto per dormire. Non chiedetemi se per sfamare i miei figli ruberò, se ucciderò. Prima scaverò la terra gelata con le mani nude e cercherò delle radici e delle larve per dargli da mangiare, e dei cartoni per ripararci dal freddo; oh, non chiedetemi se ruberò, se ucciderò. I miei occhi non si sorprendono più, ho visto già tutto, più di una volta. Ma il mio cuore sanguina. Quando sento i miei figli piangere nel sonno, non chiedetemi se ruberò, se ucciderò.

            Voi, donne di tutto il mondo, sorelle: pure le vostre antenate sono sopravvissute a centinaia di migrazioni in migliaia di anni; pure nelle vostre vene scorrono ancora i ricordi sbiaditi di tali cammini. Nelle vene di tutte voi, tutte. Nessuna esclusa. Oh no, io non ruberò, io non ucciderò. Sorelle, io ogni notte popolerò i vostri sogni con i volti dei miei figli rigati dalle lacrime. Tu, sorella infermiera, tu, sorella cuoca, tu, sorella casalinga, e tu, sorella cassiera, e anche voi, sorella commercialista e maestra e postina, e tutte le altre sorelle del mondo: anche le vostre antenate sono sopravvissute a centinaia di migrazioni in migliaia di anni, e il ricordo di questi cammini scorrerà per sempre nelle vostre vene, e nelle vene delle figlie delle vostre figlie. Vi assicuro, oh, vi assicuro! che oggi potete fare la vostra vita proprio perché le vostre antenate sono sopravvissute ad altri difficili cammini verso altre terre promesse.

               Io non ruberò, io non ucciderò. Il mio cammino altro non è che il cammino di tutte noi, il cammino di donne verso un futuro migliore. E qualcheduna di noi sopravvivrà e arriverà in una nuova terra, e ci rimarrà finché non riapparirà la fame, o un’epidemia, o una guerra, e altre donne si rimetteranno ancora in cammino, e così sarà finché non finisce il mondo. Lo so benissimo che non avete nessun obbligo verso me o verso i miei figli, oh! lo so benissimo io. I miei occhi non si sorprendono più, ho visto già tutto, più di una volta: odio, indifferenza, morte. Ma io popolerò i vostri sogni con i volti dei miei figli rigati dalle lacrime, perché il mio cuore sanguina. Io sono La Donna In Cammino e voi, tutte voi, siete le mie sorelle.

 

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